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mercoledì 3 settembre 2008

STUDI SULLA CHIESA RUPESTRE DI SANTA MARGHERITA A CASTELLAMMARE DEL GOLFO


Cari amici del Blog,
vi mostro alcuni studi che alcuni ricercatori stanno svolgendo sulle icone della Chiesa Rupestre di Santa Margherita a Castellammare del Golfo.
Mi accorgo che i castellammaresi sono poco attenti all'arte, specie nel salvaguardare un bene culturale di pregio come sono queste icone. Si parla tanto di incentivare il turismo, quando questo potrebbe essere una tappa obbligata da proporre ai visitatori nella tratta di mare che va da Castellammare del Golfo a San Vito lo capo.
Come sempre tutto tace ....

venerdì 22 agosto 2008

POLEMICHE E MALUMORI PER LA GINKANA DEL 21 AGOSTO A CASTELLAMMARE DEL GOLFO


Cari amici del Blog,
la calura estiva mi rendono poco propenso alle polemiche, anche se ci sarebbero tante cose da dire... e non voglio sottrarmi a dirle, anzi più che dirle io come al solito raccolgo l'eco delle lamentele dei castellammaresi.
Facciamo un piccolo resoconto.
Come tutti sapete quest'anno è cambiato il percorso della processione, il nuovo percorso lo abbiamo analizzato da un volantino, nessuno se ne era accorto, se non fosse stato pubblicato nel Blog, Don Fabiano ci ha scritto portando le sue motivazioni, nel frattempo la giunta comunale si accorge del cambio del percorso e chiede a Don Fabiano di far passare la processione dal Comune, Don Fabiano cede alle pressioni del Comune e fanno il papocchio, ossia propongono un nuovo percorso, che per semplicità chiameremo la GINKANA; la Ginkana aveva questo percorso: Partenza da Piazza Matrice, arrivando nei pressi dei quattrocanti la processione doveva prendere per via Verdi, ma con il veto imposto dal comune la processione ha preso per il corso Mattarella dove simbolicamente la giunta comunale ha donato alla Madonna un cesto di rose, la ginkana prosegue per la via Roma, stoccando per la via Quintino Sella, arrivare in piazza Matteotti salendo la via Trento arrivando per la Via Segesta, quindi via Vasile poi via F. Crispi e scendere per il Corso Garibaldi.
Se vi siete stancati a leggere figuratevi coloro che hanno fatto la Processione ...
Una cosa ha accomunato tutti, di questo percorso sono stati tutti scontenti, nessuno escluso, si è arrivati a scene di panico, gente in cerca di un marciapiede per riposare, altri che abbandonavano la processione per raggiungere le loro case stanche morte e imprecando contro chi aveva ipotizzato il nuovo percorso, la gente alla Matrice ci arrivava a scaglioni, almeno tre scaglioni se ne sono contati, la processione che, o era ferma o era in corsa, si è incrociata in via Quintino Sella più volte spezzandosi, insomma un caos totale. I portantini che portavano la vara erano stremati, stanchi malgrado quest'anno hanno allungato le travi di legno, e quindi vi era più spazio per altri, le travi di legno erano pronte a spezzarsi per il peso del Simulacro, la gente stanca aumentava il passo lasciando la Madonna da sola... insomma tutti scontenti, ma tutti consapevoli che l'anno prossimo o si ritorna al percorso tradizionale oppure al primitivo percorso proposto da padre Fabiano. Anche i Fuochi d'artificio non hanno sotito un bell'effetto, inizialmente un pò a rilento poi nel finale un pò più convincente ed è finita la Festa. Già è finita la Festa ed è finita anche l'estate castellammarese, dopo il 21 c'è il fuggi fuggi generale, inizia il calo generale di presenze turistiche, un leggero picco si ha verso settembre e poi finisce il turismo di Castellammare del Golfo. Ogni anno è sempre così.
Quest'anno abbiamo il Sindaco, due mesi di sindacatura ma un anno per rendere radiosa l'estate del 2009. Chi come me ha sostenuto la sua candidatura ripone in lui numerose speranze, malgrado le critiche mosse veramente siamo convinti che possa cambiare le sorti del paese.

Caro Sindaco, sappiamo delle tante complicazioni che sta portando avanti per mettere il paese in ordine, la invitiamo a non demordere perchè chi l'ha votato ripone in lei molte speranze, e la sua attenzione verso il nostro paese e ai suoi cittadini, non stanno passando inosservate, continui così

giovedì 14 agosto 2008

VISITA ALLA GROTTA DI SANTA MARGHERITA A CASTELLAMMARE DEL GOLFO


Cari amici del Blog,
oggi mi sono recato presso la grotta di Santa Margherita insieme ad un ricercatore dell'Università di Palermo, e una Dottoressa laureata in Storia dell'arte medievale.
Intanto per arrivare alla Grotta bisogna andarci via mare e dopodichè bisogna arrampicarsi lungo una parete rocciosa a strapiombo sul mare, per arrivare ad una piazzola che ti porta all'ingresso della Grotta. La Grotta è situata a circa 6 metri dal mare seminascosta dalla vegetazione tipica nostra mediterranea. All'ingresso della grotta vi è un muretto in pietra che porta i segni di un cancello ormai scomparso. Le icone sono ad un metro e mezzo dall'ingresso, sulla destra troviamo il trittico iconografico composto dal pesce marino, l'icona di Santa Margherita, l'icona della Theotokos, ossia la Madonna con il bambino, e una icona di santo, non identificabile, si presuppone san Pietro e san Paolo, Dall'altra parte vi sono i residui di alcune icone ormai totalmente irrecuperabili.
Da una prima analisi secondo il ricercatore le icone sembrerebbero risalire al settecento poichè l'icona di santa Margherita presenterebbe influssi baroccheggianti. Il pesce marino potrebbe avere una datazione più antica poichè sembrerebbe che sia stato sovrapposto sul pesce il trittico iconografico, questo lo dimostra una scrostatura della icona di santa Margherita dove sotto si vede la continuazione del pesce marino.
La Grotta è lunga all'incirca dieci metri, da una prima analisi sembrerebbe che la grotta era divisa a metà, la parte iniziale probabilmente era utilizzato per il culto mentre la parte finale fungeva da dormitoio, visto che sono presenti dei cunicoli utilizzati come prese per l'aria.
Che accorgimenti dovrebbero essere utilizzati per salvare la Grotta? Dopo questa visita mi viene da piangere, fare un percorso via terra sembra fantascienza, la parete rocciosa per la sua conformazione naturale non si presta ad interventi del genere, anche per via mare occorrerebbe creare una piattaforma di attracco e collegare questa piattaforma alla piazzola di ingresso della grotta, ipotizzare una scalinata anche in pietra deturperebbe quel pezzo di costa anche se sembrerebbe l'unico modo per arrivare alla grotta altrimenti utilizzare quel vecchio sentiero conosciuto da qualche guardia forestale e che risulta essere troppo scosceso e molto pericoloso. L'intera grotta ha il suo fascino particolare quando entri rimani affascinato per l'atmosfera che si respira.
Salvare questa grotta è sicuramente una battaglia persa, lo sapevamo quando abbiamo sposato la causa, per smuovere la situazione ci vorrebbe l'interessamento da parte di enti che si occupano di arte, l'eventuale utilizzo ai fini turistici per via dell'ubicazione del posto risulta essere pura fantasia.
In questi mesi di nostro interessamento al restauro della grotta abbiamo visto un certo disinteresse, non sappiamo ancora se il sindaco sia disposto a mettersi all'opera per salvaguardare questo bene culturale locale.
Aspettiamo le foto della visita di oggi, e la relazione da parte di questi studiosi che presenteranno per settembre.
Per ulteriori notizie state sintonizzati sul nostro blog.

mercoledì 13 agosto 2008

Treccani e Gauli, in mostra a Castellammare del Golfo


Cari amici del Blog,
con questo nuovo post, ho il piacere di comunicarvi che il blog si avvalerà di una nuova e preziosa collaborazione, infatti avremo come nostra collaboratrice la giornalista del Giornale di Sicilia nonchè castellammarese DoC: Annalisa Ferrante.

CARA ANNALISA A NOME DI TUTTI GLI AMICI DEL BLOG TI DIAMO IL NOSTRO BENVENUTO!!!!


In contemporanea all’esposizione di Palazzo Reale a Milano,
gli unici due maestri del movimento Corrente ancora viventi
Treccani e Gauli, in mostra a Castellammare del Golfo


In contemporanea alla mostra “Corrente: le parole della vita” che, fino al 7 settembre, è visitabile a Palazzo Reale a Milano, Castellammare del Golfo ha l’onore di ospitare, in esclusiva per la Sicilia, le opere di Ernesto Treccani(classe 1920, fondatore del movimento) e Piero Gauli(classe 1916, pittore-scenografo): si tratta degli unici due esponenti del movimento (del quale fecero parte Renato Guttuso e Giuseppe Migneco) ancora in vita. Il Manifesto dei pittori e scultori, nel quale gli artisti del gruppo rivendicavano la funzione rivoluzionaria della pittura, costituì un punto di partenza fondamentale per la storia dell’arte italiana del dopoguerra. Una mostra imperdibile per gli appasionati d’arte, ed un’occasione rara per il paese, poiché il maestro Bruno Porro inaugura la mostra “Omaggio a Castellammare del Golfo”, domenica 16 agosto, alle ore 19, presso la sala consiliare di corso Bernardo Mattarella, dove saranno esposte anche le opere di Piero Gauli ed Ernesto Treccani. La mostra, organizzata in collaborazione con il locale centro culturale Luigi Pirandello”, rimarrà aperta fino al 30 agosto. Così, mentre a Milano, nella mostra a pagamento a Palazzo Reale, viene scandagliato il movimento “Corrente”, il maestro Porro offre alla Sicilia (che visita ogni anno facendo tappa a Catellammare del Golfo), l’occasione per ammirare veri capolavori. “Corrente” fu un movimento artistico italiano che operò a Milano fra il 1938 e il 1943 anche se, nel 1940, fu soppresso per disposizione dello stesso Mussolini. Il movimento nacque attorno alla rivista “Corrente”, fondata a Milano, nel 1938, dal diciassettenne Ernesto Treccani. L'artista fu il giovanissimo direttore della rivista, finanziata inizialmente dal padre, il conte Giovanni Treccani degli Alfieri, fondatore dell'omonimo Istituto Enciclopedico. “Corrente” ebbe solo due anni di vita. La pubblicazione, infatti, fu soppressa dal regime con l'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940. Attorno alla rivista (alla quale collaborarono Luciano Anceschi, Carlo Emilio Gadda, Salvatore Quasimodo e Umberto Saba), si formarono molti degli intellettuali che avrebbero dominato la scena italiana del dopoguerra: da Giancarlo Vigorelli a Dino Del Bo, da Raffaele De Grada a Dino Formaggio, da Alberto Lattuada a Luigi Comencini. Il movimento, dunque, conobbe anche aspetti letterari, filosofici, critici e politici. In consonanza con le posizioni teoriche della scuola romana e del Gruppo dei Sei di Torino, Corrente rifiutava sia il classicismo di Novecento, con i suoi connotati celebrativi, sia l’intellettualismo dell’arte astratta. Gli esponenti del movimento affrontarono temi principalmente legati alla vita quotidiana e ai drammi della guerra, con un linguaggio artistico che risentiva dell’esempio di Picasso, ritenuto modello imprescindibile, e della pittura postimpressionista, espressionista e fauve. La prima mostra del gruppo si tenne al Palazzo della Permanente di Milano nel 1939. La fama di Corrente si consolidò poi con opere fortemente provocatorie, come Crocifissione di Renato Guttuso (Galleria d’Arte Moderna di Roma) e Deposizione di Bruno Cassinari (Galleria d’Arte Moderna di Milano). Nel ’78 Ernesto Treccani crea la Fondazione Movimento di Corrente, per recuperare la tradizione degli anni trenta e raccontare la contaminazione del movimento tra pittura, scultura, poesia, filosofia.
Tra gli artisti che aderirono al movimento si ricordano: Arnaldo Badodi, Renato Birolli, Luigi Broggini, Bruno Cassinari, Sandro Cherchi, Lucio Fontana, Piero Gauli, Genni Wiegmann Mucchi, Renato Guttuso, Dino Lanaro, Mario Mafai, Manzù, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Gabriele Mucchi, Giovanni Paganin, Fausto Pirandello, Giuseppe Santomaso, Aligi Sassu, Scipione (Gino Bonichi), Fiorenzo Tomea, Ernesto Treccani, Italo Valenti ed Emilio Vedova.
Annalisa Ferrante.

Castellamamre del Golfo, 13 agosto 2008
Per informazioni: 3383302160

venerdì 20 giugno 2008

PRIMA INIZIATIVA DEL BLOG: RECUPERO DELLE ICONE NELLA GROTTA DI SANTA MARGHERITA A CASTELLAMMARE DEL GOLFO



Cari amici del Blog,

finalmente abbiamo il Sindaco, ed ecco puntuali iniziamo la nostra prima iniziativa da chiedere al Sindaco di Castellammare del Golfo, l'ing. Marzio Bresciani.

Egregio Sindaco Bresciani,
il nostro Blog è interessato a farle una richiesta particolare che riguarda il recupero e il restauro della grotta di Santa Margherita.
Le chiediamo di interessarsi al recupero di questo nostro patrimonio culturale di altissima qualità, l'accesso alla grotta è possibile quasi esclusivamente dal mare, tranne l'utilizzo via terra per impervi sentieri a strapiombo sul mare.
Le chiediamo che si ponga in essere uno studio per il recupero e il restauro delle icone che vi sono nella grotta e la progettazione di un percorso via terra che porti all'ingresso della grotta nel pieno rispetto della costa, della flora e della fauna.

con osservanza
IL Blog di Nicolò Lentini

A chi non conosce la grotta di santa Margherita eccovi alcuni cenni:

Ad alcuni chilometri di distanza da Castellammare, in una parete rocciosa a strapiombo sul mare, si apre una grotta ad un'altezza di circa quindici metri, sufficiente ad assicurare la preservazione dell'antro dall'invasione delle acque marine. L'ambiente, di difficile accesso dal lato di terra, risulta anche dal lato del mare non facilmente raggiungibile ed appare preceduto da un piccolo ballatoio realizzato con filari di conci in pietra e terra battuta, dal quale si gode l'ampia vista del golfo e dell'azzurra distesa delle acque.

L'accesso all'antro appare parzialmente chiuso da un muro in pietra e muratura, nel quale è stato predisposto lo stipite di una porta in regolari conci squadrati di tufo, probabilmente una chiusura della grotta mai completata; nella parete della grotta opposta al battente non è dato infatti rilevare altra traccia di muro o di muratura.

L'ambiente interno, asciutto, levigato e profondo circa diciassette metri, consta di due parti: una, di circa dieci metri per cinque, in buona luce con ampie pareti lisce, l'altra di circa sette metri, di forma circolare in penombra.

Una serie di affreschi realizzati sulle pareti laterali della grotta esposte alla luce rappresenta, su di un fondo bianco riquadrato in rosso ed incorniciato all'interno in giallo, diverse figure: dal lato destro dell'ingresso una Madonna con Bambino, affiancata da un Santo e da un altro pannello a destra, contenente un personaggio non identificato, che indossa all'apparenza un manto serico decorato e svolazzante; in fondo un grande pesce ed una Santa circondata da Angeli; sul lato opposto, a sinistra dell'ingresso, una Crocifissione ed altre figure, allo stato attuale di difficile lettura a causa della sporcizia e dei danni arrecati dal tempo e da qualche irriguardoso visitatore.

Lo straordinario ambiente - certamente noto agli anziani del luogo - già nel 1976 fu segnalato da G. Pottino a U. Mirabelli e, con l'ausilio di qualche foto di P. Thomas e B. La Bruna, posto all'attenzione di R. La Duca, che ne dette ripetutamente notizia e lo attribuì al XII sec., pur non avendo avuto la possibilità di visitarlo[1]. Da allora il sito è rimasto del tutto trascurato, perché non facilmente rintracciabile e, ancor di più, per la difficoltà dell'accesso. Ma ciò è valso a preservarlo in buone condizioni.

Gli affreschi della grotta, che la tradizione locale indica di S. Margherita, appaiono databili piuttosto al XIII/XIV sec. e sembrano far parte di un ciclo pittorico di unitario concepimento che prevedeva la realizzazione di una Madonna col Bambino del tipo "eleusa" (affettuosa) affiancata da un Santo, barbato e con libro, da un personaggio non identificato e, sulla parete opposta, di una Crocifissione e di una teoria di altre figure delle quali restano ormai solo labili tracce. Un unico affresco sovrapposto successivamente probabilmente preserva al di sotto integre le più antiche immagini.

Straordinaria è l'intuizione scenografica mirante a porre la figura di un grande pesce su di un arco roccioso al fondo dell'antro in un punto separante il vestibolo della grotta dal più profondo recesso. Evidentemente con tale figura marina, curiosamente rappresentata con lunghe ciglia, sguardo sornione, squame, maligna lingua pendula e grandi denti aguzzi, si intendeva raffigurare il Male, che si snodava sinuosamente per le asperità dell'antro e che finiva con il lungo corpo e la coda per essere sovrastato dalla santa figura della Madonna.

Dal buio della cavità, posta dinnanzi alla splendente distesa azzurra delle acque del Golfo di Castellammare, emerge l'ingenua rappresentazione di un incubo marino dell'ignoto pittore del XIII/XIV sec., che affida alla Madonna e alle figure Sante che ricoprono le pareti della grotta il compito di proteggere se stesso e la gente del mare dai mostri che lo popolano e dal Male del mondo.

Se la Madonna è apparsa confrontabile con l'Odigitria del sec. XII della Cappella Palatina di Palermo[2] il pesce con un caratteristico muso di delfino o di squalo (carcharinus carcharias) - animali nella realtà privi di squame e di lingua, che sovente disturbavano l'ingresso dei tonni nella tonnara ('mbistini) – appare rievocare dettagli di bestie ed animali fantastici rappresentati sulle trecentesche travi di Palazzo Steri a Palermo[3] e sopratttutto la raffigurazione del Maligno come cane con corpo di serpente o basilisco nell'"albero della vita" del portico meridionale della Cattedrale di Palermo, databile tra il 1129 ed il 1429[4].

La figura della Santa, affiancata da due angeli oranti, è invece sovrapposta agli affreschi più antichi, che risultano parzialmente nascosti. Si tratta di un affresco del XVII sec. di buon disegno, ma alquanto danneggiato da graffiti ed iscrizioni moderne. Esso rappresenta forse S. Margherita affiancata da due angeli che si affacciano da una struttura merlata - allo stato attuale di non chiara lettura - forse il vicino Castello a mare. Secondo la tradizione, tale Santa avrebbe avuto il potere di vincere il Drago con il semplice segno della croce, calcando il mostro - in particolare marino – e di consentire così il superamento di ogni paura[5].

La sovrapposizione di quest'ultimo affresco alle diverse raffigurazioni trecentesche indica una lunga continuità di culto nell'ambiente, denotata anche da un apparente ripristino di una sottostante e più antica raffigurazione con Angeli nella medesima posizione, ma con colori più accesi, forse cinquecentesca.

Nella parete di fronte, una Crocifissione con un apostolo o una Maddalena - coeva alla Madonna con il Bambino - e qualche altra figura necessitano almeno di un po' di pulizia, per rendere possibile un'accurata lettura ed una migliore interpretazione.

La zona era stata concessa fin dal 1097 da Ruggero I al monastero basiliano di Sancta Maria de Boico, presso Vicari, che in eremi – laura avviava giovani monaci ed eremiti a tradurre la fede in superamento delle passioni ed a conseguire quella apátheia che il contatto con una natura splendida ed il recupero dei valori e bisogni essenziali della vita indubbiamente favorivano[6].

La presenza del mostro marino nell'antro sembra dunque aver determinato la denominazione dell'antro e la successiva realizzazione di un'immagine di Santa Margherita, vincitrice del Drago, trasformando un primitivo eremo sul mare – uno dei pochissimi sopravvissuti con originarie ed originali decorazioni marine - in un ambiente sede di un culto particolare legato alle acque ed ai suoi mostri, episodicamente frequentato da pescatori e cacciatori provenienti dalla vicina Castellammare. Il tentativo di trasformare tale ambiente in una cappella rupestre sul mare non venne però mai portato a termine.

Sul fondo dell'antro un tumulo di pietre segnala forse la deposizione del santo eremita, che, posta in prossimità del più profondo recesso della grotta, levigato da un uso antico e costante, indica al tempo stesso il suo antico giaciglio.

Altre grotte di difficile accesso lungo la medesima scogliera, che potrebbero confermare l'ipotesi dell'esistenza di una vasta laura marina di età medioevale, attendono ancora di essere raggiunte ed esaminate.


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Note
[1] La Duca, L'eremita aveva anche un pennello, La città perduta, IV, 1978, pp. 97 – 99; Id., La tonnara di Scopello, Palermo, 1990, pp. ss.

[2] La Duca, op. cit., p. 98

[3] Gabrici, Levi, Lo Steri di Palermo e le sue pitture, Milano- Roma, 1932 (rist. Palermo, 1993), tavv. LXI; LXXXIII; Bologna, Il soffitto della Sala Magna allo Steri di Palermo e la cultura feudale siciliana nell'autonno del Medioevo, Palermo, 1975.

[4] Meli, Un albero pieno di vita. Opera riscoperta nel portico meridionale della Cattedrale di Palermo, Palermo, 1991, pp. 19 e 35, figg. 45 e 51.

[5] . Margherita di Antiochia di Pisidia, detta in Oriente anche Santa Marina, fu decapitata secondo una Passio al tempo di Diocleziano (307) e venne sovente rappresentata nell'atto di abbattere un drago, talvolta con una collana di perle (margaritae). Si ritiene che le sue reliquie siano state portate nel X sec. a Montefiascone nel Lazio. Essa fa parte dei quattordici Santi Ausiliatori e delle Quattuor Virgines Capitales. Krauss, Uthemann, Quel che i quadri raccontano, Milano, 1994, pp. 496 e s.

[6] La Duca, l. c..

Fonte: www.archaeogate.org

venerdì 11 gennaio 2008

Jò Badamo. Un pittore castellammarese

Cari amici del Blog,
oggi vi voglio far conoscere un pittore Castellammarese si chiama Jò Badamo.

Biografia
Jò Badamo nasce a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, il 16\11\1965 dove vive e lavora e vi tiene studio d’arte nella Via Ravenna n° 30.
La sua carriera artistica è assistita dal noto critico d’arte Nic Giaramita da Trapani.
Il 12 Agosto del 2000 segna una sua prima tappa nel contatto diretto col pubblico che ne decretale alte qualità stilistiche non disgiunte da contenuti che affondano nel recupero memoriale ; anche la critica comincia ad interessarsi di lui specialmente per quel suo modo, pulito e cromaticamente esaltante,di far monocromatismo. Nel 2001, l’Accademia di Belle Arti “ kandinskj” di Trapani indice una estemporanea e Jò Badamo , pur tra tanti ottimi artisti,consegue il 2° premio assoluto.
Nell’anno 2005, esattamente l’11 Agosto, sempre a Castellammare del Golfo, allestisce un’altra personale ma con un modulo narrativo, questa volta, completamente diverso investendo nel surreale con punte di chiaro riferimento ad una nuova corrente pittorica, cui aderisce, ideata da Giusy Grimaldi. Tale “nuova avventura” lo fa conoscere fuori dell’ambito urbano d’origine. Il 12 Novembre dello stesso anno si presenta ad Alcamo con altra personale presso il Centro Congressi Marconi. Altro successo e la stampa, sempre con maggior cadenza, continua ad interessarsi di lui. Con la neonata corrente pittorica, di cui abbiamo parlato prima, il 13 Giugno del 2006,è presente in una collettiva, cui partecipano tutti gli aderenti della nuova sigla artistica, presso le sale del Castello di Modica in Alcamo ricevendo una targa premio che esalta il talento artistico dell’autore. Il 22 Luglio dello stesso anno lo vediamo a Marsala, presso lo “Show Room” in una collettiva nella sala “Nastro Azzurro”. Il 19 Agosto altra collettiva sempre ad indirizzo dianoetico.
Si sono occupati di lui:
Il Nuovo Dossier - Roma
Il Faro – Trapani
La Voce – Marsala
Il Bonifato – Alcamo
KEPOS –Associazione Culturale Studentesca (Università degli Studi) – Palermo
Il Sicilia – Palermo ecc.

mercoledì 26 settembre 2007

La Venere di Morgantina ....






Cari amici del Blog,

vi presento la Venere di Morgantina, è una statua che è stata trafugata in Sicilia e che adesso si trova in California. E' un opera che risale al V sec a.C., ritrovata e venduta per 28 miliardi di lire è stata acquisita nel 1988 dal museo di Malibù Los Angeles.

Le parti delle mani e del viso sono fatte in marmo mentre il drappeggio è composto da tufo calcareo proveniente dalle terre dell'ennese, è alta 2.20 metri, il drappo bagnato viene sospinto dal vento che lo fa aderire al corpo. E' scolpita per tutti i lati, il che fa presupporre che fosse collocata su un altare e quindi destinata alla venerazione dei siciliani del V secolo, si riscontra che originariamente fosse colorata.

Finalmente il Museo di Malibù farà ritornare in Sicilia la Venere, dopo che il Tribunale di Enna ne aveva chiesto il rientro, e dopo le accuse al Museo di aver acquistato dal mercato illecito un opera d'arte di grande valore come la Venere di Morgantina, se inizialmente il reintregro era stato discusso finalmente oggi si è arrivato alla restituzione della venere e di 26 altri reperti trafugati.

La Sicilia è piena di bellezze, poco valorizzate, e tante ancora da scoprire, il nostro mare è un museo vivente se solo venisse scandagliato, anfore greche nelle case dei privati mentre i cocci vanno al museo. Sono certo che la consapevolezza dei siciliani, possa far min modo di non pensare a dei piccoli interessi personali ma che possa comprendere che il benessere della collettività diventa alla lunga il benessere di tutti.