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sabato 6 dicembre 2008

6 Dicembre: San Nicolò di Bari

Cari amici del Blog,
oggi la Chiesa Cattolica ricorda la memoria facoltativa del Vescovo di Mira, le cui spoglie sono conservate a Bari.
San Nicolò, nasce in Licia nell'odierna Turchia intorno al 250 e muore a Mira nel 326, viene eletto Vescovo per le sue doti di pietà e carità. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino.
E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro. Come accade alle personalità forti, quasi ogni suo gesto è trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti... Qui può trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti. Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia dell’imperatore Costantino (al quale chiederà anche sgravi d’imposta per Mira); e contro la carestia può aver organizzato rifornimenti tempestivi. Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare, e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore... Un “Passionarium” del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea.
Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo). Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell’abitato di Mira. Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud d’Italia, soggetto a Bisanzio.
Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia è subentrato il dominio normanno, “Nicola di Mira” diventa “Nicola di Bari”. Sessantadue marinai baresi, sbarcati nell’Asia Minore già soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e s’impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore. E’ il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: "In tal modo la basilica si presenta... come una realtà che vive il futuro ecumenico della Chiesa". Nicola di Mira e di Bari, un santo per tutti i millenni.
Nell'iconografia San Nicola è facilmente riconoscibile perché tiene in mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d'oro, spesso resi più visibili sotto forma di tre palle d'oro.
Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchietti di monete d'oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

Etimologia: dal greco Nikè (vittoria) - laos (popolo) = vincitore del popolo.

Emblema: Pastorale e tre palle d'oro

Protettore dei fanciulli, Farmacisti, Mercanti, Naviganti, Pescatori, Profumieri.

Patrono di Bari

martedì 11 novembre 2008

San Martino di Tours


Cari amici del Blog,
anche con ritardo volevo inserire la biografia del santo di oggi, cioè san Martino di Tours, esattamente san Martino ogni mosto diventa vino. Volevo aggiungere una piccola curiosità gastronomica della nostra tradizione siciliana castellammarese.
Infatti in occasione di San Martino qui da noi si usa mangiare un particolare tipo di pane detto "Muffuletta". Questo pane è fatto con del cimino che ne da un sapore particolare è un pane tenero e di forma rotonda. Lo si mangia generalmente caldo e condito con pomodoro a fette, formaggio fresco, acciughe e un filo di olio extravergine d'oliva. Una vera prelibatezza da provare!
Chi era San Martino di Tours?
Martino di Tours (in latino: Martinus), (316 o 317 – Candes, 8 novembre 397, funerali l'11 novembre a Tours), venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da quella copta, era nativo di Sabaria (Szombathely), in Pannonia (l'odierna Ungheria). Secondo alcune fonti san Martino sarebbe nato a Pannonhalma.

Suo padre, che era un importante ufficiale dell'esercito dell'Impero Romano, gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio della guerra. Con la famiglia si spostò a Pavia, e quindicenne, in quanto figlio di un ufficiale, dovette entrare egli stesso nell'esercito. Venne quindi mandato in Gallia; qui, ancora adolescente, si convertì al cristianesimo e divenne un monaco nella regione di Poitiers.

la leggenda del Mantello
Quando Martino era ancora un soldato, ebbe la visione che diverrà l'episodio più narrato della sua vita. Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D'impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. Quella notte sognò che Gesù si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi angeli: "Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito". Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia, ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei re Merovingi dei Franchi. Il termine latino per "mantello corto", cappella, venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di san Martino, i cappellani, e da questi venne applicato all'oratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella.

Biografi illustri di Martino sono il suo "primo" discepolo Sulpicio Severo e anche Venanzio Fortunato, autore del poema "Vita di san Martino".

Culto popolare
Il sogno ebbe un tale impatto su Martino, che egli si fece battezzare il giorno seguente e divenne cristiano. Decise di lasciare l'esercito e divenne un monaco nei pressi della città di Tours, sotto la protezione del vescovo Ilario di Poitiers.
Martino si adoperò per la conversione alla cristianità della popolazione gallica, facendo molti viaggi per predicare nella Francia centrale e occidentale, soprattutto nelle aree rurali, demolendo templi e altari pagani. Nel corso di questa opera divenne estremamente popolare, e nel 371 divenne vescovo di Tours. Martino si rifiutò di vivere nella città fondando invece un monastero a poca distanza dalle mura, che divenne la sua residenza. Il monastero, noto in latino come Maius monasterium (monastero grande), divenne in seguito noto come Marmoutier.
Martino lottò contro l'eresia ariana consentendo di vincerla e creando le premesse per il Concilio di Nicea.
E anche considerato il patrono dei soldati.

venerdì 15 febbraio 2008

San Faustino: la Festa dei Single


Cari amici del Blog,
in omaggio ai 7 milioni di single italiani, ai quali viene associato e ormai consolidato tradizionalmente come loro protettore San Faustino. Quindi beccatevi la storia del santo tanto per potere parlare.
San Faustino e san Giovita, originari di Brescia, sono i patroni di questa città (15 febbraio). La "Leggenda maior" ci racconta che entrambi erano figli di una nobile famiglia pagana di Brescia. Entrarono presto nell'ordine equestre e divennero cavalieri. Attratti dal Cristianesimo, dopo lunghi colloqui con il vescovo sant'Apollonio, chiedono e ottengono il battesimo. Si dedicano subito all'evangelizzazione delle terre bresciane e per il loro zelo il vescovo Apollonio nomina Faustino presbitero e Giovita diacono. Il successo della loro predicazione li rende invisi ai maggiorenti di Brescia che approfittando della persecuzione voluta da Traiano (la terza) invitano il governatore della Rezia Italico ed eliminare i due col pretesto del mantenimento dell'ordine pubblico. La morte di Traiano ritarda però i piani del governatore, che approfittando però della visita del nuovo imperatore Adriano a Milano denuncia i due predicatori come nemici della religione pagana. L'imperatore preoccupato da l'autorizzazione a Italico per la loro persecuzione. Questi dapprima minacciandoli di decapitazione chiede ai due giovani di abiurare e di sacrificare agli dei, ma i due si rifiutano e per questo vengono carcerati. Nel frattempo l'imperatore Adriano conduce una campagna militare nelle Gallie e rientrando in Italia si ferma a Brescia, Italico lo coinvolge direttamente nella questione ed è l'imperatore stesso a chiedere ai giovani il sacrificio al dio sole. I giovani non solo si rifiutano ma danneggiano la statua del dio. L'imperatore ordina allora che siano dati in pasto alle belve del circo, ma le bestie si accovacciano mansuete ai piedi dei giovani e Faustino approfitta dell'occasione per chiedere la conversione degli spettatori dello spettacolo circense e molti proclameranno la loro fede al Cristo, tra questi Afra, la moglie del governatore Italico, che conoscerà ella stessa il martirio e la santità. La conversione del ministro del palazzo imperiale nonché comandante della corte pretoria, Calocero, irrita ancor più l'imperatore che ordina che i giovani siano scorticati vivi e messi al rogo, ma le fiamme non lambiscono nemmeno le vesti dei giovani, che vengono condotti in carcere a Milano, perché le conversioni a Brescia continuano ad aumentare. A Milano sono nuovamente torturati e subiscono il supplizio dell'eculeo, ma anche in questa prigionia succedono eventi miracolosi, come l'uscita dal carcere dei due per incontrare e battezzare san Secondo. Trasferiti a Roma vengono portati al Colosseo dove nuovamente le belve si ammansiscono ai loro piedi. Inviati a Napoli per nave, durante il viaggio sedano una tempesta. A Napoli sono nuovamente torturati e abbandonati in mare su una barchetta, ma gli angeli li riportano a riva. L'imperatore ordina allora il loro rientro a Brescia dove il nuovo prefetto eseguirà la sentenza di decapitazione il 15 febbraio poco fuori di porta Matolfa. Saranno sepolti nel vicino cimitero di San Latino dove il vescovo san Faustino (ecco un altro santo con nome Faustino) costruirà la chiesa di San faustino ad sanguinem, poi Sant'Afra e oggi Sant'Anna Merici. Le reliquie sono oggi conservate nella basilica dedicata ai due martiri. I due martiri sono raffigurati spesso in veste militare romana con la spada in un pugno e la palma del martirio nell'altra, in altre raffigurazioni sono in vesti religiose, Faustino da presbitero, Giovita da diacono. Di storico vi è l'esistenza dei due giovani cavalieri, convertitosi al cristianesimo, tra i primi evangelizzatori delle terre bresciane e morti martiri tra il 120 e il 134 al tempo di Adriano, che molto probabilmente non li conobbe mai e che da quanto risulta non ordinò mai direttamente una persecuzione, ma semplicente non intervenne mai per impedire quelle che nascevano nei vari angoli dell'impero. Il loro culto si diffuse verso l'VIII secolo, periodo in cui fu scritta la leggenda, prima a Brescia e poi per mezzo dei longobardi in tutta la penisola ed in particolare a Viterbo. Il loro patronato su Brescia fu confermato anche a causa di una visione dei due santi che combattevano a fianco dei bresciani contro i milanesi nello scontro decisivo che fece togliere l'assedio alla città, il 13 dicembre 1438.

sabato 22 settembre 2007

23 settembre: San Pio da Pietralcina

Cari amici del Blog,

oggi la Chiesa Cattolica Romana fa memoria di San Pio da Pietralcina, meglio noto come Padre Pio. Mi limito a dare qualche informazione, vista la popolarità di Padre Pio potete trovare numerose informazioni su internet. Membro Ordine dei Frati Minori Cappuccini, è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica, che ne celebra la memoria liturgica il 23 settembre, anniversario della morte. È stato oggetto, ancora in vita, di una venerazione popolare di imponenti proporzioni, grazie alle supposte capacità di guaritore attribuitegli, ma anche di fortissime critiche e sospetti in ambienti ecclesiastici e non.
P. Pio nasce da una famiglia di contadini poverissimi, a 15 anni entra al noviziato dei Cappucini e viene ordinato sacerdote il 10 agosto del 1910 nel Duomo di Benevento.
Tra il 1918 e il 1922 iniziano le prime visioni, un personaggio che lo trafiggeva con una lancia, lasciandogli una ferita costantemente aperta (transverberazione). Poco tempo dopo, in seguito a una ulteriore visione, apparvero le stigmate, piaghe sanguinolente alle mani, ai piedi ed al costato, che ai credenti richiamano le lesioni di Gesù morto crocifisso. Tali lesioni vengono anche interpretate come una patologia della cute (piaghe da psoriasi), o addirittura autoinflitte. Allo stesso tempo cominciarono a circolare voci secondo le quali il suo corpo aveva cominciato ad emanare un curioso profumo di gelsomino.
La comparsa delle stigmate produsse un continuo pellegrinaggio di fedeli a San Giovanni Rotondo, il clamore delle stigmate e delle guarigioni ottenute per intercessione da P. Pio, portarono da parte del Vaticano ad aprire delle indagini, silenziose e discrete sul frate cappuccino. Il Vaticano dunque invia P. Gemelli a fare delle verifiche, alla fine delle indagine esordisce così: « È un bluff… Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell'isterico e dello psicopatico… Quindi, le ferite che ha sul corpo... Fasulle… Frutto di un’azione patologica morbosa… Un ammalato si procura le lesioni da sé… Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti… tipico della patologia isterica....L'inchiesta sul frate si chiuse con l'invito ai fedeli di non considerare come sovrannaturali le manifestazioni psichiatriche certificate dal Gemelli, ma i più fedeli sostenitori di Padre Pio non considerano il divieto di Roma vincolante. A Padre Pio venne vietata la celebrazione della messa in pubblico e l'esercizio della confessione.
Nel 1933 Pio XI revocò le restrizioni precedentemente imposte a padre Pio. Nel 1964, il Papa Paolo VI concesse personalmente ma ufficiosamente a Padre Pio da Pietralcina l'Indulto (reintegro) per continuare a celebrare, anche pubblicamente, la Santa Messa secondo il rito di San Pio V, sebbene, dalla Quaresima del 1965 fosse in attuazione la riforma liturgica del concilio Vaticano II.

Il 23 settembre 1968 Padre Pio morì all'età di 81 anni e proclamato santo il 16 giugno 2002 in piazza San Pietro da papa Giovanni Paolo II come san Pio da Pietrelcina. La sua festa liturgica viene celebrata il 23 settembre.

A tutti coloro che si chiamano Pio e ai fedeli i miei personali auguri.

giovedì 20 settembre 2007

Sant'Andrea Kim Taegon e Compagni


Il Santo del Giorno.

Sant'Andrea Kim Taegon e Compagni


La fede Cristiana entra in Corea, grazie a dei laici intorno al XVIII secolo. Inizialmente le prime comunità si formarono spontaneamente senza la presenza di pastori fino al 1836, quando i primi missionari francesi si introdussero di nascosto.
In quel periodo la Chiesa Coreana iniziò a subire delle persecuzioni precisamente nel 1839, 1846, 1866-7.
Da queste persecuzioni, la chiesa annovera 103 martiri, tra di essi il primo prete coreano (nella foto),Andrea Kim Taegon, ardente pastore di anime, e l'insigne apostolo laico Paolo Chong Hasang.
Tutti gli altri, in gran parte laici — uomini e donne, sposati e non, vecchi, giovani e bambini — associati nel martirio, sigillarono con il sangue la meravigliosa primavera della Chiesa coreana.

Il Santo del Giorno


Cari amici del Blog,

da oggi incomincia per la felicità dei cattolici romani, le biografie dei santi e dei beati.

I santi e martiri della Chiesa Universale, sono l'espressione più alta ed esempio in terra della misericordia di Dio. La Chiesa venera i santi, l'Adorazione solo verso Dio, l'iperdulia cioè grande venerazione viene fatta in maniera esclusiva nei confronti della Madre di Gesù.
La Chiesa, come usava dire Sant'Agostino, è Sancta et Meretrix, cioè Santa e Puttana.
I santi sono l'espressione più alta, poi c'è la moltidudine di peccatori come pedofili e altri.
La pedofiliain chiesa sarà un argomento che tratteremo più dettagliatamente in seguito.
Buona Lettura.