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mercoledì 3 settembre 2008

Dopo Benedetto XVI chi sarà il nuovo Papa?


Cari amici del Blog,
nella calura estiva di settembre, voglio trastullarmi un pò interessandomi un pò di gossip religioso. Chi sarà il successore di Papa Ratzinger?
Intanto comincerei a domandarmi che nome potrebbe prendere, Giovanni Paolo III, Paolo VII, Giovanni XXIV, PIO XIII oppure Benedetto XVII. Giovanni Paolo III potrebbe essere il più indicato per il nuovo papa. Per quanto riguarda, chi potrebbe essere la persona, per fare un identik potremmo dire che il nuovo papa, dovrebbe essere giovane, una persona dinamica, una persona carismatica e di grande spessore culturale, una persona mediatica capace di catalizzare l'attenzione su se stesso. Dovrebbe avere lo stesso spessore di Giovanni Paolo II. Al tempo dell'elezione i nomi più accreditati erano: Mons. Dionigi Tettamanzi (Arcivescovo di Milano), Mons. Angelo Scola (Patriarca di Venezia), Mons. Camillo Ruini (Vicario di Roma), Mons. Oscar Maradiaga (Honduras), Mons. Francis Arinze (Nigeria), Mons. Angelo Sodano (Segretario di Stato), Mons. Norberto Rivera Carrera (Messico), Mons. Lopez Rodriguez (Santo Domingo), Mons. Claudio Hummes (Arcivescovo di San Paolo- Brasile), bene di questi, augurando a Papa Benedetto XVI un lungo pontificato, tra qualche anno saranno tutti in pensione, dovremmo guardare oltre a questi. Io avrei in mente una persona che potrebbe avere un forte carisma e un'attenzione mediatica tanto quanto Papa Giovanni Paolo II, non è un caso che questa persona è il segretario di Benedetto XVI, Mons. Georg Genswein.
Mons. Georg Gaenswein, è Bavarese ed ha 48 anni, prete della diocesi di Friburgo in Bresgovia. Insegnava fino a quest’anno alla Pontificia Università della Santa Croce, l’ateneo romano dell’Opus Dei, ed è segretario di Ratzinger da due anni.
Georg Genswein è anche un teologo, si è laureato in diritto canonico a Monaco nel 1995 ed è approdato in Vaticano, alla Congregazione per il culto divino, per passare l'anno successivo a quella per la Dottrina della Fede. Oggi è uno degli uomini più influenti del Vaticano per la sua vicinanza al pontefice.

La profezia di Malachia parla del successore di Papa Ratzinger in questi termini: In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen La traduzione è la seguente: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. Amen.

giovedì 17 luglio 2008

Lo sapevate che ....


Cari amici del Blog,
tanto per snellire il Blog dalle vicende politiche nostrane, vi riporto una notizia curiosa che ho letto sul giornale di Sicilia. Lo sapevate che esiste la religione dei Rasta? Si chiama Rastafarianesimo, poichè nella loro religione è consentito l'uso della Marjuana, i giudici che condannano coloro i fedeli che ne detengono l'erba a casa di essere omprensivi e di ridurne le condanne.
Tanto per capire di che si tratta: Il Rastafarianesimo e' un movimento politico-religioso sorto in Giamaica all'inizio del XX secolo. I Rasta chiamano il loro dio JAH che è identificato con Javhè dei Cristiani e degli Ebrei. I concetti fondamentali del credo Rastafari sono l'odio verso: Babilonia, l'inferno in terra (la società corrotta e decadente della leadership mondiale bianca e capitalista), il mondo occidentale bianco, la società oppressiva, la cultura imposta dal regime. I seguaci di Jah rifiutano di curarsi e cibarsi con prodotti che non derivano direttamente dalla terra. Questo movimento non e' mai diventato un organizzazione di tipo gerarchico, poiché si basa su i principi della non-violenza e dell'uguaglianza.
Inoltre i Rasta sono convinti che la Marijuana (Cannabis Sativa) sia in grado di accrescere la propria autocoscienza per entrare in contatto con la verità di Jah e del mondo, infatti viene considerata il seme della saggezza. Il suo uso più tradizionale è riempire di ganja un' enorme pipa chiamata "calice", o arrotolarla in sigarette chiamate "spliffs". A difendere l'utilizzo dell'erba, inoltre, ci ha pensato la Sacra Bibbia, la quale sostiene che essa è un dono di Dio Padre (potete controllare a tale proposito Genesi 3:18; Esodo 10:12; Proverbi 15:17).
I rasta sono riconoscibili dai dreadlocks, lunghe ciocche di capelli annodati, la capigliatura e modellata sulla criniera del leone, simbolo della Tribù di Giuda.
I capelli non vengono tagliati in ottemperanza ad un passo della Bibbia che dice testualmente: "Nessuna lama toccherà il capo dei fedeli".
I Rasta sono inoltre convinti che la parola di Jah si diffonda anche attaraverso la musica (tipo quella di BOB MARLEY) e più precisamente tramite il Reggae, dalle qui sonorità, traspare tutta la grandezza del Signore. Esser Rasta non è una religione a parte ma un modo di vivere libero che ci avvicina a Dio Padre e ci rende degli elementi positivi per la società nella quale viviamo.