sabato 28 giugno 2008

SONDAGGIO


Cari amici del Blog,
qualche giorno fa abbiamo chiesto ai visitatori del sito di votare il nostro sondaggio: Secondo te, il nuovo Sindaco di Castellammare del Golfo di cosa dovrebbe occuparsi nei primi mesi di insediamento?

Dell'ufficio tecnico 22 (57%)
Degli eventi estivi 7 (18%)
Della raccolta differenziata 4 (10%)
Degli abusi del Commissariamento 5 (13%)

Il sondaggio era un pò provocatorio, chi si è cimentato nel dare un voto, avrà capito che tutti i quesiti erano ampiamente importanti per il paese, ma tra tutti l'ufficio tecnico costituisce una priorità per il paese poichè chi ne ha gestito le sorti per i due anni di commissariamento non ha fatto altro che bloccarne il suo servizio e non sono bastate le segnalazioni del giornale di Sicilia, di imprenditori, di cittadini che per esigenze hanno avuto bisogno di autorizzazioni varie e si sono sentiti sbattere le porte in faccia. Il mal funzionamento dell'ufficio tecnico ha riportato molti giovani ad espatriare, gli imprenditori a cercare lavoro nei paesi limitrofi, tante attività commerciali a chiudere, la responsabilità morale di chi ha frenato l'ufficio tecnico bloccandolo del tutto, è di enorme gravità.
Occuparsi degli eventuali abusi del Commissariamento secondo il mio punto di vista dovrebbe essere qualcosa di cui il sindaco dovrebbe interessarsi, non dico per on riportare notizie inesatte ma sta di fatto che i primi tre commissari hanno dovuto lasciare il comune, e credo che sia necessario effettuare un controllo per verificare se la loro gestione è stata ineccepibile o effettivamente hanno abusato.
Gli eventi estivi hanno una loro urgenza intrensa al periodo estivo che si va prospettando, certo i castellammaresi si aspetterebbero una estate con tanti eventi e una festa fatta con i fiocchi, in realtà il tempo non c'è più per programmare l'estate castellammarese quindi dovremmo aspettare il prossimo anno magari avendo le idee più chiare.....
La raccolta differenziata non è una emergenza, lo diventa se guardiamo al dato nazionale certo attivare la raccolta differenziata al più presto è sempre meglio anche se la raccolta differenziata deve essere fatta e proposta con uno sgravio fiscale per i cittadini che aderiscono alla raccolta differenziata.
Chi vuole lasciare un commento lo può fare cliccando su commenti qui in basso

lunedì 23 giugno 2008

Di che schieramento politico sono i neo-consiglieri di Castellammare del Golfo?


Cari amici del Blog,
continuiamo a parlare del post elezioni, e prendo in considerazione un commento lasciato da Giacomo che può essere un interessante tema di discussione:
Giacomo ci ha scritto:
alcuni consiglieri neo-eletti, giovani o meno giovani, non hanno un preciso orientamento politico. Provo a tracciare un profilo: Blunda: sinistra moderata, moderatamente anti-berlusconiana; Scaraglino: destra; Mercadante: sinistra scolorita; Motisi: centro che guarda a sinistra e a destra. Cosa ne pensate?

Certo che per dare un giudizio su dove possono posizionarsi i consiglieri viene difficile, poichè il panorama politico odierno è totalmente stravolto. Non esistono più ideali politici di riferimento, potremmo stilare una sorta di pseudo :
Sappiamo che:
D'Aguanno, Palazzolo e Cruciata provengono da Alleanza Nazionale confluita nel PdL.
Di Legami sembra essere un giglio venuto fuori dalle rovine della Forza Italia post commissariamento.
Bucca è del PdL ma non saprei che ideali politici porta avanti.
Di non facile interpretazione sono i consiglieri del Gruppo di Lavoro e Sviluppo.
Potrei azzardare che Genna e Colomba potrebbero appartenere al gruppo di Forza Italia e quindi Berlusconiani...
Mercadante lo collocherei tra le fila del PD precisamente un ex ulivo-margherita.
Cusenza invece lo vedrei molto bene tra le fila dell'Udc, insieme a Paradiso e a Mattarella. Scaraglino di Destra? mah opterei per una situazione più moderata, potremmo azzardare un'alleanza nazionale.
Motisi un retaggio della vecchia Democrazia Cristiana.
Tutti gli altri hanno una denominazione ben precisa anche se una Lorena Di Gregorio la vedrei molto bene nelle file del PDL.

Se dovessi dare una collocazione mia politica già entrerei in crisi, ideologicamente uno sturziano che guarda verso destra, ma nel panorama politico, non mi sento di appartenere nè a Forza Italia in cui sono stato tesserato, nè ad Alleanza Nazionale specialmente adesso che è confluita nel Pdl dove non esiste una denominazione ben precisa. Interessante la Destra della Santanchè ...
Secondo voi a che gruppo appartengono i neo-consiglieri che provengono dalle liste civiche?

sabato 21 giugno 2008

ADDIO PIZZO "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità".



Cari amici del Blog,
oggi vi parlo di Addiopizzo; Addiopizzo è un movimento aperto, fluido, dinamico; è formato da tutte le donne e gli uomini, i ragazzi e le ragazze, i commercianti e i consumatori che si riconoscono nella frase "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità".
Addiopizzo è anche un'associazione di volontariato espressamente apartitica e volutamente "monotematica", il cui polo d'attrazione è la lotta alla mafia, e in particolare al racket delle estorsioni.


Questo movimento nasce nel 2004, l'inizio lo si è avuto quando una mattina nel centro di Palermo furano attaccati degli adesivi nel quale si diceva: UN INTERO POPOLO CHE PAGA IL PIZZO È UN POPOLO SENZA DIGNITÀ. (nella foto)
Il giorno dopo tutti i telegiornali regionali aprivano con questa notizia, in Procura i Pm che si occupano delle indagini sul racket si riunivano con i carabinieri per cercare di capire chi fosse l’autore dell’adesivo, e il prefetto di Palermo Giosué Marino convocava in prefettura il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. C'erano il procuratore generale, il comandante provinciale dei carabinieri, quello della guardia di finanza, il questore e i rappresentanti di Confcommercio, Assindustria e Confesercenti. Durante la conferenza stampa che seguì, un rappresentante di Confcommercio dichiarò che avrebbero fatto istituire subito un nuovo numero verde per raccogliere le denunce anonime (la Confesercenti ne aveva disattivato uno poche settimane prima perché non chiamava mai nessuno; quello nuovo non avrebbe avuto migliore fortuna) e la Camera di Commercio fece sapere che avrebbe fatto nascere un comitato di monitoraggio del fenomeno e di sostegno a commercianti e imprenditori.
L’adesivo non era firmato e tutti pensarono all’iniziativa di qualche commerciante. Ma si trattava del clamoroso gesto di sette cittadini poco meno che trentenni.

Noi, gli ideatori dell’iniziativa, spiegammo le nostre motivazioni con un’intervista al Giornale di Sicilia e con una lettera aperta alla città, pubblicata integralmente dall’edizione cittadina di La Repubblica del primo luglio. Per fare un breve e parziale punto della campagna che, tra alti e bassi, continua coinvolgendo numerose decine di cittadini, non possiamo non riproporre la nostra lettera:

“Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità.
Attaccando dei semplici adesivi speriamo di affermare tra le strade della città una verità che pensiamo debba essere di dominio pubblico. La nostra pratica è un piccolo e fragile segno di implicita resistenza.
Si è detto che la mafia, militarmente e non solo, stava per essere sconfitta dallo Stato. Qualche altra volta ci siamo sentiti dire che con i mafiosi in qualche maniera ci dobbiamo convivere, che entro certi limiti la malavita organizzata è una cosa fisiologica. Oggi invece si parla sempre meno di mafia, usura e racket, termini che rischiano di cadere in disuso. Ma la verità noi siciliani la sappiamo bene: ogni esercizio commerciale che fa un buon fatturato, se non è “amico degli amici”, deve pagare il pizzo. Tutti, nessuno escluso. Poco magari, ma tutti versano denaro “per essere protetti”. Tutto ciò è saputo da tutti i siciliani. E quotidianamente dimenticato.
Quando giornalmente facciamo la spesa pensiamo forse che comprandoci semplicemente di che vivere abbiamo appena lasciato denaro anche alla mafia? Certo che no, eppure è così. Se i panifici, i negozi d’abbigliamento, i tabacchi, i bar, le carnezzerie, i negozi di forniture per uffici, le pescherie, le librerie, le gelaterie, i cinema, i fiorai, i negozi di giocattoli, le onoranze funebri e chi più ne ha più ne metta, sono costretti a pagare il pizzo, lo fanno con i soldi che tutti quanti spendiamo in questi esercizi commerciali. Se una percentuale del loro guadagno va alla mafia, una percentuale, seppur minima, dei nostri soldi va alla mafia. I commercianti pagano per non aver bruciato il locale, o perché soggetti a continui atti di intimidazione. Tutti gli altri pagano, paghiamo per “aver protetta” l’integrità della nostra coscienza dalla consapevolezza che siamo schiavi di un sistema capillare di violenta prevaricazione. Paghiamo per dimenticare che l’insieme di tutti i passi che percorriamo quotidianamente per fare la spesa definisce le maglie della rete economica con la quale la mafia si sostenta e ci opprime.
Perché accade tutto ciò? Ci sono molteplici spiegazioni, storiche, sociologiche, psicologiche, economiche e politiche. Ma quasi tutte presuppongono un punto di vista esterno, neutro e oggettivo che non tira mai in ballo il soggetto che cerca di definire il fenomeno mafia. Se un siciliano vuole dare un giudizio sulla mafia, in una maniera o nell’altra, dovrebbe darlo anche su sé stesso, sulla sua maniera di stare insieme agli altri. La mafia è innanzitutto una questione che riguarda i siciliani, e da siciliani, cioè da membri di quella comunità che crea e subisce la mafia, allora pensiamo: il nostro popolo ha creato e si è sottomesso alla mafia. È perverso: si è fatto schiavo di sé stesso. Ma forse in realtà non ci si sente un popolo, cioè veri siciliani, o più probabilmente, non si ha la forza e il coraggio di esserlo. Ognuno pensa per sé e nella migliore delle ipotesi ci aspettiamo che lo Stato arresti tutti i boss, come se non fossimo a conoscenza del retroterra di degrado culturale e sociale nel quale vengono incubati i mafiosi che verranno. Perché tutti quanti, più o meno indirettamente, paghiamo il pizzo? Ci abbiamo pensato su un po’ e abbiamo detto: siamo un popolo senza dignità. Da questa strana risposta abbiamo capito che ci sentiamo parte di una moltitudine che subisce molto e capisce poco. Dalla semplicità di questa risposta, che in realtà è una semplice affermazione di principio, c’è venuta l’idea di attaccare gli adesivi. Vorremmo proporre questo principio per spiegare in maniera diversa il fenomeno mafia, ma prima vogliamo sapere che cosa ne pensano gli altri siciliani. Essendo dei “signor nessuno” ci siamo presi lo spazio che ci serviva per esprimere il nostro pensiero. Abbiamo conservato l’anonimato perché non intendiamo capitalizzare alcun consenso per diventare “qualcuno”, ma soprattutto perché speriamo che siano in tanti a fare la stessa cosa. Per noi non conta che sia un politico, Tizio o Caio, a fare questa affermazione di principio, ma una moltitudine di siciliani. La responsabilità della situazione degenerativa in cui tutti noi viviamo, non è solo dei commercianti, ma di tutta la società di cui anch’essi fanno parte. Non si può chiedere a un singolo cittadino, o commerciante, di immolarsi per la causa. Se tutti noi ci ribellassimo e reagissimo, non ci sarebbe più bisogno di eroi o martiri. Ricordate dopo le stragi del '92 la frase che divenne, in quel frangente storico, il simbolo della lotta alla mafia? Diceva le vostre idee cammineranno sulle nostre gambe. In quei mesi sembrò che qualcosa potesse cambiare, ma se ci fossimo riusciti veramente non saremmo oggi in questa situazione di sudditanza al fenomeno mafioso. Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità: quando questo principio sarà nella testa e nel cuore di tutti i siciliani, riscoprendo l’amor proprio, ci saremo liberati del cancro mafioso.
Questa, almeno, è la nostra convinzione. Siamo uomini e donne abbastanza normali, cioè ribelli, differenti, scomodi, sognatori.
La parola al popolo siciliano.”

Leggi il resto sul sito: http://www.addiopizzo.org

venerdì 20 giugno 2008

PRIMA INIZIATIVA DEL BLOG: RECUPERO DELLE ICONE NELLA GROTTA DI SANTA MARGHERITA A CASTELLAMMARE DEL GOLFO



Cari amici del Blog,

finalmente abbiamo il Sindaco, ed ecco puntuali iniziamo la nostra prima iniziativa da chiedere al Sindaco di Castellammare del Golfo, l'ing. Marzio Bresciani.

Egregio Sindaco Bresciani,
il nostro Blog è interessato a farle una richiesta particolare che riguarda il recupero e il restauro della grotta di Santa Margherita.
Le chiediamo di interessarsi al recupero di questo nostro patrimonio culturale di altissima qualità, l'accesso alla grotta è possibile quasi esclusivamente dal mare, tranne l'utilizzo via terra per impervi sentieri a strapiombo sul mare.
Le chiediamo che si ponga in essere uno studio per il recupero e il restauro delle icone che vi sono nella grotta e la progettazione di un percorso via terra che porti all'ingresso della grotta nel pieno rispetto della costa, della flora e della fauna.

con osservanza
IL Blog di Nicolò Lentini

A chi non conosce la grotta di santa Margherita eccovi alcuni cenni:

Ad alcuni chilometri di distanza da Castellammare, in una parete rocciosa a strapiombo sul mare, si apre una grotta ad un'altezza di circa quindici metri, sufficiente ad assicurare la preservazione dell'antro dall'invasione delle acque marine. L'ambiente, di difficile accesso dal lato di terra, risulta anche dal lato del mare non facilmente raggiungibile ed appare preceduto da un piccolo ballatoio realizzato con filari di conci in pietra e terra battuta, dal quale si gode l'ampia vista del golfo e dell'azzurra distesa delle acque.

L'accesso all'antro appare parzialmente chiuso da un muro in pietra e muratura, nel quale è stato predisposto lo stipite di una porta in regolari conci squadrati di tufo, probabilmente una chiusura della grotta mai completata; nella parete della grotta opposta al battente non è dato infatti rilevare altra traccia di muro o di muratura.

L'ambiente interno, asciutto, levigato e profondo circa diciassette metri, consta di due parti: una, di circa dieci metri per cinque, in buona luce con ampie pareti lisce, l'altra di circa sette metri, di forma circolare in penombra.

Una serie di affreschi realizzati sulle pareti laterali della grotta esposte alla luce rappresenta, su di un fondo bianco riquadrato in rosso ed incorniciato all'interno in giallo, diverse figure: dal lato destro dell'ingresso una Madonna con Bambino, affiancata da un Santo e da un altro pannello a destra, contenente un personaggio non identificato, che indossa all'apparenza un manto serico decorato e svolazzante; in fondo un grande pesce ed una Santa circondata da Angeli; sul lato opposto, a sinistra dell'ingresso, una Crocifissione ed altre figure, allo stato attuale di difficile lettura a causa della sporcizia e dei danni arrecati dal tempo e da qualche irriguardoso visitatore.

Lo straordinario ambiente - certamente noto agli anziani del luogo - già nel 1976 fu segnalato da G. Pottino a U. Mirabelli e, con l'ausilio di qualche foto di P. Thomas e B. La Bruna, posto all'attenzione di R. La Duca, che ne dette ripetutamente notizia e lo attribuì al XII sec., pur non avendo avuto la possibilità di visitarlo[1]. Da allora il sito è rimasto del tutto trascurato, perché non facilmente rintracciabile e, ancor di più, per la difficoltà dell'accesso. Ma ciò è valso a preservarlo in buone condizioni.

Gli affreschi della grotta, che la tradizione locale indica di S. Margherita, appaiono databili piuttosto al XIII/XIV sec. e sembrano far parte di un ciclo pittorico di unitario concepimento che prevedeva la realizzazione di una Madonna col Bambino del tipo "eleusa" (affettuosa) affiancata da un Santo, barbato e con libro, da un personaggio non identificato e, sulla parete opposta, di una Crocifissione e di una teoria di altre figure delle quali restano ormai solo labili tracce. Un unico affresco sovrapposto successivamente probabilmente preserva al di sotto integre le più antiche immagini.

Straordinaria è l'intuizione scenografica mirante a porre la figura di un grande pesce su di un arco roccioso al fondo dell'antro in un punto separante il vestibolo della grotta dal più profondo recesso. Evidentemente con tale figura marina, curiosamente rappresentata con lunghe ciglia, sguardo sornione, squame, maligna lingua pendula e grandi denti aguzzi, si intendeva raffigurare il Male, che si snodava sinuosamente per le asperità dell'antro e che finiva con il lungo corpo e la coda per essere sovrastato dalla santa figura della Madonna.

Dal buio della cavità, posta dinnanzi alla splendente distesa azzurra delle acque del Golfo di Castellammare, emerge l'ingenua rappresentazione di un incubo marino dell'ignoto pittore del XIII/XIV sec., che affida alla Madonna e alle figure Sante che ricoprono le pareti della grotta il compito di proteggere se stesso e la gente del mare dai mostri che lo popolano e dal Male del mondo.

Se la Madonna è apparsa confrontabile con l'Odigitria del sec. XII della Cappella Palatina di Palermo[2] il pesce con un caratteristico muso di delfino o di squalo (carcharinus carcharias) - animali nella realtà privi di squame e di lingua, che sovente disturbavano l'ingresso dei tonni nella tonnara ('mbistini) – appare rievocare dettagli di bestie ed animali fantastici rappresentati sulle trecentesche travi di Palazzo Steri a Palermo[3] e sopratttutto la raffigurazione del Maligno come cane con corpo di serpente o basilisco nell'"albero della vita" del portico meridionale della Cattedrale di Palermo, databile tra il 1129 ed il 1429[4].

La figura della Santa, affiancata da due angeli oranti, è invece sovrapposta agli affreschi più antichi, che risultano parzialmente nascosti. Si tratta di un affresco del XVII sec. di buon disegno, ma alquanto danneggiato da graffiti ed iscrizioni moderne. Esso rappresenta forse S. Margherita affiancata da due angeli che si affacciano da una struttura merlata - allo stato attuale di non chiara lettura - forse il vicino Castello a mare. Secondo la tradizione, tale Santa avrebbe avuto il potere di vincere il Drago con il semplice segno della croce, calcando il mostro - in particolare marino – e di consentire così il superamento di ogni paura[5].

La sovrapposizione di quest'ultimo affresco alle diverse raffigurazioni trecentesche indica una lunga continuità di culto nell'ambiente, denotata anche da un apparente ripristino di una sottostante e più antica raffigurazione con Angeli nella medesima posizione, ma con colori più accesi, forse cinquecentesca.

Nella parete di fronte, una Crocifissione con un apostolo o una Maddalena - coeva alla Madonna con il Bambino - e qualche altra figura necessitano almeno di un po' di pulizia, per rendere possibile un'accurata lettura ed una migliore interpretazione.

La zona era stata concessa fin dal 1097 da Ruggero I al monastero basiliano di Sancta Maria de Boico, presso Vicari, che in eremi – laura avviava giovani monaci ed eremiti a tradurre la fede in superamento delle passioni ed a conseguire quella apátheia che il contatto con una natura splendida ed il recupero dei valori e bisogni essenziali della vita indubbiamente favorivano[6].

La presenza del mostro marino nell'antro sembra dunque aver determinato la denominazione dell'antro e la successiva realizzazione di un'immagine di Santa Margherita, vincitrice del Drago, trasformando un primitivo eremo sul mare – uno dei pochissimi sopravvissuti con originarie ed originali decorazioni marine - in un ambiente sede di un culto particolare legato alle acque ed ai suoi mostri, episodicamente frequentato da pescatori e cacciatori provenienti dalla vicina Castellammare. Il tentativo di trasformare tale ambiente in una cappella rupestre sul mare non venne però mai portato a termine.

Sul fondo dell'antro un tumulo di pietre segnala forse la deposizione del santo eremita, che, posta in prossimità del più profondo recesso della grotta, levigato da un uso antico e costante, indica al tempo stesso il suo antico giaciglio.

Altre grotte di difficile accesso lungo la medesima scogliera, che potrebbero confermare l'ipotesi dell'esistenza di una vasta laura marina di età medioevale, attendono ancora di essere raggiunte ed esaminate.


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Note
[1] La Duca, L'eremita aveva anche un pennello, La città perduta, IV, 1978, pp. 97 – 99; Id., La tonnara di Scopello, Palermo, 1990, pp. ss.

[2] La Duca, op. cit., p. 98

[3] Gabrici, Levi, Lo Steri di Palermo e le sue pitture, Milano- Roma, 1932 (rist. Palermo, 1993), tavv. LXI; LXXXIII; Bologna, Il soffitto della Sala Magna allo Steri di Palermo e la cultura feudale siciliana nell'autonno del Medioevo, Palermo, 1975.

[4] Meli, Un albero pieno di vita. Opera riscoperta nel portico meridionale della Cattedrale di Palermo, Palermo, 1991, pp. 19 e 35, figg. 45 e 51.

[5] . Margherita di Antiochia di Pisidia, detta in Oriente anche Santa Marina, fu decapitata secondo una Passio al tempo di Diocleziano (307) e venne sovente rappresentata nell'atto di abbattere un drago, talvolta con una collana di perle (margaritae). Si ritiene che le sue reliquie siano state portate nel X sec. a Montefiascone nel Lazio. Essa fa parte dei quattordici Santi Ausiliatori e delle Quattuor Virgines Capitales. Krauss, Uthemann, Quel che i quadri raccontano, Milano, 1994, pp. 496 e s.

[6] La Duca, l. c..

Fonte: www.archaeogate.org

Il giornalista Fabio Barbera ci parla del nuovo Sindaco Bresciani


Cari amici del Blog,
vi riporto un articolo scritto da Fabio Barbera nel quale fa delle sue considerazioni riguardo al nuovo sindaco Bresciani :
corsivo mio....

Nuova amministrazione a Castellammare con il primo cittadino che proviene dal mondo dell´imprenditoria: "Il Sindaco che pagava il pizzo"

Ci hanno creduto un po´ tutti a Castellammare. Si: il candidato a Sindaco Marzio Bresciani, imprenditore e consigliere delegato della Sicilgesso, rappresenta il cambiamento, il nuovo che si impone sul già sentito, la vera garanzia di rinnovamento. E il rinnovamento a C/Mare lo volevano davvero tutti dopo essere stati catapultati dritti dritti nel baratro di un commissariamento per mafia. Così è stato quasi un pebliscito: Bresciani è diventato il nuovo sindaco di Castellammare del Golfo superando il 60% dei consensi (un po´ meno del suo predecessore Giuseppe Ancona che di voti ne aveva presi intorno al 70% attestandosi l´onore di essere il Sindaco più votato d´Italia ma portandoci poi al triste epilogo che tutti conosciamo). E proprio sul tema del dopo-commissariamento di radicale cambiamento non se n´è potuto parlare, visto che ad appoggiare il candidato Bresciani con le proprie liste, infatti, sono in parte volti e nomi che di quel commissariamento ne sono stati i diretti interessati, perché amministratori nella giunta accusata di aver coinvolto nella gestione del golfo la malavita organizzata.

Bisogna dire che la novità di queste elezioni, sta nel fatto che coloro che hanno portato il Comune al Commissariamento hanno fatto un flop, che forse non si aspettavano, bisogna anche dire che Bresciani non è sceso in politica di sua spontanea volontà ma gli è stato chiesto ed è stato appoggiato da liste in cui abbondavano commercianti piccoli imprenditori e artigiani, coloro che stavano dietro (e bravo Fabio che non hai il coraggio di fare i nomi), non sono quelli che facevano parte del commissariamento, ma forse erano coloro che hanno fatto politica tanto tempo fa e che hanno avuto il ruolo più di coordinatori che impositori delle loro idee


Ma a Castellammare i cittadini hanno un grado di tolleranza molto ampio e lasciano scorrere. Lasceranno scorrere anche la sentenza del tribunale di Trapani che racconta di come nella gestione Bresciani risultasse comprovato che la Sicilgesso pagasse il pizzo non ad una famiglia, bensì addirittura a due!!! Il motivo è che l´azienda Sicilgesso si trova al confine tra due città e per questo doveva spartire il pagamento tra le due famiglie che operavano sui due differenti territori. A mettere in luce la situazione sono stati i pentiti ascoltati dai pm di Trapani che hanno raccontato: "...la Sicilgesso pagava sia alla famiglia di Castellammare che di Calatafimi circa 20 milioni l´anno". Bresciani però al processo ha optato per la reticenza, dichiarando di non aver mai ricevuto richieste né di avere mai pagato, nonostante ad un rappresentante di una delle famiglie fosse stata trovata la mappa delle estorsioni dove si poteva leggere: "SICILGESSO PER ALCAMO E CALATAFIMI A METTA´" e nonostante il tribunale confermi la situazione formulando questa sentenza: "Trova, dunque, puntuale e precisa conferma il fatto che la ditta Sicilgesso pagasse "il pizzo" che veniva poi diviso a metà tra le due famiglie". Insomma, l´azienda che fu amministrata dal nuovo Sindaco di Castellammare del Golfo, sentenza alla mano, ha avuto rapporti con le famiglie legate alla malavita organizzata del territorio. Ci sarebbe da chiedersi se un Sindaco che pagava il pizzo possa considerarsi abbastanza "pulito" da poter amministrare un paese che proviene da una gestione commissariale per mafia, se sia abbastanza forte da riuscire a non scendere nuovamente a compromessi.

Ci sarebbe da chiedersi se una persona che in tribunale dichiara di non aver mai ricevuto richieste né di avere mai pagato, debba essere considerato ugualmente una persona che paga il pizzo, considerato il fatto che nell'azienda lui non è il propretario ma al limite quello che ne gestiva il personale e la macchina operativa, considerato il fatto che non ha subito processi per associazione mafiosa quindi bisogna dimostrare che lui personalmente pagava il pizzo per conto della Sicilgesso, non possiamo sostituirci ai magistrati che sono i designati a giudicare se una persona è pulita o meno, ed è ancora più grave dire che una persona paga il pizzo solo per un pregiudizio ideologico di matrice comunista che vede malaffare in ogni persona che sta a destra

Ci sarebbe da chiederselo ma non se lo chiederà nessuno, visto che questa Sicilia è abituata a tutto questo e forse anche a roba peggiore di questa! Basta chiedere in giro cosa ne pensano i cittadini castellammaresi per sentirsi rispondere: "Ma tanto il pizzo lo pagano tutti!". D´altronde la nostra è la Sicilia che ha votato lega nord. E´ la Sicilia che ha votato in massa un Cuffaro, ex presidente della regione condannato al carcere e all´interdizione dai pubblici uffici, consegnandolo di fatto agli scranni del senato e regalandogli così un bel pienone di immunità e di impunità! Anche allora si festeggiava per le strade, qualcuno col sorriso sulle labbra dichiarava: "Lui è uno di noi! Un altro delinquente che ce l´ha fatta! ".

www.barberafabio.spaces.live.com

Ci sarebbe da chiedersi se l'utilizzo della denigrazione dell'avversario politico sia uno strumento adeguato che la sinistra deve utilizzare per vincere delle elezioni o invece non optare per i programmi e sulle scelte politiche e considerare che la gente si è stufata di queste sterili polemiche e di accuse non fondate e comprovate ma che servono solo a buttare fango sulle persone solo per il gusto di infangarne la rispettabilità. Bresciani non è un delinguente, non è un mafioso ma una persona stimata e rispettabile.

CUBA - REVOCATE LE SANZIONI DIPLOMATICHE DELL'UE


Cari amici del Blog,
Vi riporto una notiziola che forse vi potrebbe interessare ossia i 27 paesei dell'Unione Europea hanno deciso di ''revocare le sanzioni diplomatiche contro Cuba, imposte nel 2003 e sospese temporaneamente nel 2005''. Così come espresso dalle parole del ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos: ''I ministri degli esteri dei 27 hanno deciso di togliere le sanzioni imposte nel 2003 e di avviare una nuova fase nelle relazioni con Cuba, senza queste sanzioni che non sono servite a molto, se non a nulla''. La decisione ha suscitato non poco malumore tra i dissidenti cubani e tra gli americani che avevano già fatto sapere di non gradire affatto. Reticenti anche Germania, Repubblica ceca e Svezia, che hanno chiesto e ottenuto di sottoporre il dialogo con Cuba ''ad una valutazione annuale''.
Era ora che si inizia una fase di normalizzazione dei rapporti con Cuba, segno dei tempi che sono cambiati...
Fonte: LaDestranews.it

giovedì 19 giugno 2008

A PROPOSITO DEL TOTO-SCOMMESSE - SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2008 CASTELLAMMARE DEL GOLFO


Cari amici del Blog,
vi ricordate? tempo fa abbiamo messo il toto-scommesse su chi sarebbero stati i nuovi consiglieri comunali, tanto per vedere chi tra i tanti che hanno lasciato una lista ci hanno azzeccato e chi no. La mia lista era la seguente:
PDL: BONVENTRE EPIFANIO, CIUFIA, PILARA, D'AGUANNO, PALAZZOLO, CRUCIATA = 3
ANDIAMO OLTRE: MANCUSO = 0
PSDI: MIMMO COMO, BLUNDA = 1
CDU: CANZONERI, MATTARELLA, PARADISO = 2
LAVORO E SVILUPPO: FODERA', MERCADANTE
MPA: CALABRO', NORFO, MERCADANTE, = 1
UDC: NAVARRA, BONVENTRE, GERVASI, = 1
PD: GRASSA, PORTUESI
RC: NAVARRA (COPPOLA)
9 SU 20

IL PROF CI AVEVA DATO QUESTI:
PDL: PILARA, MAIORANA, DI LEGAMI, D'AGUANNO, DI STEFANO (PALAZZOLO)
PSDI: BLUNDA COMO
ANDIAMO OLTRE: MANCUSO
UDC: CANZONERI, MATTARELLA
LAVORO: MERCADANTE, NORFO, (CALABRO')
UDC: GERVASI, BONVENTRE, TURRICIANO
PD: GRASSA
DS: 1 CONSIGLIERE
6 SU 20 PROFESSORE PROFESSORE .....

PN AVEVA DETTO:
pdl: bonventre-pilara-monticciolo-di legami-d'aguanno
oltre: motisi-(mancuso)
psdi:como-anselmo?-blunda
ucd: canzoneri-stabile-scaraglino
lavoro: genna-cusenza-mercadante
mpa:mercadante-norfo-calabrò?
udc:bonventre-cacciatore-buccellato
pd: grassa
rc: navarra
9 SU 20

ROBERTO AVEVA DETTO:
PDL: Bonventre, Ciufia, Monticciolo, Pilara, Peppe Cruciata
Bresciani Sindaco: Motisi
PSDI: Bannino
CDU: Canzoneri, Notaro, Scaraglino
MPA: Cusenza, Norfo, Mercadante
UDC: Bonventre, Turriciano, Gervasi
PD: Fundarò, Grassa, Cruciata
RIFONDAZIONE: Coppola
6 SU 20 Roberto siamo un pò bassini ehehhe

ALESSANDRA CI AVEVA DETTO:
Democratica Unita:Scaraglino
PDL:Barone,Crociata,Pilara,Di Legami,D'Aguanno?
PSDI:Blunda,Como?Bannino?
Lavoro Sviluppo:Genna,Ferrarello?Venezia
MPA:Norfo
UDC:Gervasi,Bonventre
PD:Grassa,Cruciata?,Maltese?
Andiamo Oltre:Motisi,R.Como?
Rifondazione Comunista:Coppola?Di Nicola?
10 SU 20 COMPLIMENTI UN'OTTIMA ANALISI